Quarant'anni fa Rolando, fondatore del nostro showroom, non ha scelto un cognome o un nome inglese per il suo negozio di arredamento. Ha scelto una parola sola: IDEA. Il motivo è in un testo che ha scritto di suo pugno nel 1998, rimasto tra le sue carte.
Testo inedito, 1998
…penso che questo sia un periodo
di prova per il sole, e per tutte
le altre istituzioni.
Fui educato quando la luce
del sole era gialla,
e l'ombra azzurra.
Ma ora mi accorgo che la luce
è bianca e che l'ombra è nera.
E che tutto ciò mi allarma
perché un giorno esisteranno
uno splendido giallo
e un bellissimo azzurro.
E la rivoluzione porterà con sé
un nuovo senso del meraviglioso.
Solo dal meraviglioso possono
aver origine le nuove istituzioni…
…l'uomo può lavorare isolato,
ma sapete, quando viene un'idea,
se si è gente buona e per bene
non si può fare a meno
di raccontare l'idea,
anche questa è la nostra natura.
Rubare le idee significa
essere odiati per tutta la vita,
ma comunicare le idee
è esigenza di ognuno,
non c'è niente da fare.
Ciascuno di noi
in qualche verso è un maestro
perché ciascuno di noi
vuol rendere gli altri partecipi
della propria idea per
avere conferma del suo valore.
E se un altro buono e sensibile
ne conferma il valore
è come ricevere
l'approvazione di un milione di uomini.
Perché il negozio si chiama così
Il cuore del pensiero è nel secondo paragrafo: un'idea tenuta per sé non vale nulla. Vale solo quando viene raccontata e riconosciuta da qualcun altro. È esattamente quello che facciamo ogni giorno in showroom: non vendiamo mobili, condividiamo idee di progetto — quelle dei brand che scegliamo e quelle di chi entra a cercare casa propria.
Da questo pensiero sono nati quarant'anni di attività, fino allo showroom multibrand che siamo oggi.

