Vai al contenuto
archivio storico design italiano

Dino Gavina e IDEA: una corrispondenza inedita nella storia del design italiano

Negli anni Sessanta e Settanta il design italiano vive una vera rivoluzione: l'arredamento smette di essere semplice mestiere e diventa linguaggio, pensiero, avanguardia. Pochi hanno incarnato questa rivoluzione quanto Dino Gavina. Nell'archivio di famiglia di IDEA è conservata una piccola corrispondenza privata tra Gavina e Rolando Cortese, alla guida del negozio a Biella — una testimonianza diretta di quel legame tra grande design italiano e imprenditoria locale.

Chi era Dino Gavina

Nato a San Giovanni in Persiceto nel 1922, Gavina arriva al design dal mondo del teatro e della tappezzeria. L'incontro con Lucio Fontana lo porta, negli anni Cinquanta, alla Triennale di Milano, dove conosce Carlo Scarpa e i fratelli Castiglioni.

Nel 1960 fonda la Gavina S.p.A., con la poltrona Sanluca come primo grande successo. Nel 1962, insieme a Cesare Cassina, dà vita a Flos. È tra i primi al mondo a rimettere in produzione le sedute Bauhaus di Marcel Breuer. Nel 1968, dopo aver ceduto la sua azienda a Knoll, fonda con Maria Simoncini Simon International, aprendo una nuova stagione in cui il mobile dialoga con l'arte — con Man Ray, Matta, Meret Oppenheim.

Dino Gavina non produceva soltanto mobili: costruiva relazioni, formava persone, apriva porte. È in una di queste relazioni che si inserisce il legame con Rolando Cortese.

La lettera del 1980

Bologna, 4 marzo 1980. Gavina scrive a Cortese poche righe, ma dense. Gli dice di essere stato toccato dalla sua lettera, di trovare bello sapere che esistono "uomini semplici e veri". Gli consiglia, nei momenti di sconforto, di rileggere la pagina di presentazione del catalogo Simon dedicata a Louis Kahn, l'architetto della luce e della verità costruttiva. Gli lascia un pensiero quasi da manifesto: che la verità non trionfa mai, ma i nemici sono destinati a morire. Chiude mettendosi a disposizione, quasi scherzando, come suo "consulente".

Una lettera breve, che racconta un legame vero tra un maestro del design italiano e un giovane imprenditore del Biellese.

La lettera del 1985

Cinque anni dopo, il 2 luglio 1985, è Cortese a scrivere, su carta intestata IDEA, "Caro Dino". Gli ricorda quella lettera del 1980 e gli confida di trovarsi ancora in un momento delicato, legato a una decisione presa da Simon nei confronti della sua azienda. Chiede solo un consiglio, un giudizio sincero, e chiude assicurando che la sua stima per Gavina resterà "sempre" la stessa.

Una busta spedita da San Lazzaro di Savena, dove Gavina aveva i suoi stabilimenti, e indirizzata a Cortese a Biella, con timbro postale del luglio 1985, è tutto ciò che resta della risposta. Il contenuto non è conservato, ma la busta testimonia che il dialogo tra i due proseguì.

Un filo che attraversa il design italiano

Cosa resta di questa corrispondenza? La prova di un legame umano e professionale tra Biella e Bologna, tra una piccola impresa di arredamento e uno dei protagonisti della storia del design italiano — un filo diretto tra IDEA e la stagione più creativa del design del Novecento.

Articolo precedente Articolo successivo
Welcome to our store
Welcome to our store
Welcome to our store